MACERIE. Ciò che resta, ciò che nasce

10 marzo – 10 aprile 2026. 

Dove: Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano.

Orari:

Lunedì – venerdì: 8- 21 

Sabato: 8 – 20

Ingresso gratuito

I prestigiosi spazi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano accoglieranno le opere di Carlo Zinelli, dal 10 Marzo al 10 Aprile, all’interno del progetto Itinerari d’Arte e Spiritualità. La mostra è organizzata dal Centro Pastorale dell’Università in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Arte e gli studenti dell’Ateneo.

La gestione dell’esposizione d’arte contemporanea è affidata a studenti e studentesse che, oltre alla proposta degli artisti dai differenti linguaggi, si occupano della curatela e dell’organizzazione degli eventi, supportati, da un punto di vista scientifico e professionale, dal Dipartimento di Storia dell’Arte. Un’esperienza in cui le giovani generazioni possono attivamente esprimersi mettendo alla prova le competenze acquisite. Un ringraziamento particolare alle studentesse Daria Ferrari e Giulia Milanese, curatrici delle opere di Zinelli, tra cui una della FCCZ, per la loro capacità nel collaborare in modo partecipato e efficiente con la Fondazione durante la parte organizzativa.

Il titolo scelto per l’edizione del 2026 è “Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce”.

Dalle parole dei curatori di Itinerari d’Arte e Spiritualità: “Non vogliamo rappresentare la guerra, ma evocarne le conseguenze più intime: il silenzio, la perdita, la colpa. Ogni frammento, ogni immagine, vuole dare voce a ciò che resta, ma anche a ciò che si perde: un modo per indagare il dolore e per riconoscere nelle rovine le tracce di un’umanità che persiste. Non vogliamo dare risposte, ma costruire uno spazio di riflessione. Il nostro è un invito a fermarci, a interrogarci, a lasciarci travolgere dal fluire delle immagini e dei segni. In questo cammino, non vogliamo solo accompagnarvi a guardare, ma a sentire. Riconoscere, tra le crepe del dolore e della violenza, il fragile respiro della rinascita, quel momento in cui dalle macerie affiora, timido ma tenace, il desiderio di ricominciare. Cosa è l’arte se non la riposta alla necessità di dare forma visibile a questo dolore, la traduzione in segno di ciò che altrimenti resterebbe muto? L’arte mostra la propria forza, rivelando che dai resti fragili della distruzione può nascere un nuovo inizio. Attraverso tutte le sue manifestazioni, noi vogliamo raccontare ciò che di umano persiste dopo la catastrofe. Ogni frammento, ogni gesto creativo è un atto di resistenza, un tentativo di non lasciarsi ridurre al silenzio.”

Sembrano parole, delicate e forti allo stesso tempo, scritte pensando a Carlo e alla sua rinascita. Parole di estrema attualità, che aprono un dialogo.

Con la guerra non sono solo le case, le scuole o i monumenti ad essere distrutti, ma anche gli uomini e le donne che quei luoghi li abitano.

La parola macerie, in italiano, indica i brandelli di un edificio distrutto. Etimologicamente deriva dallo stesso ceppo di macerare, che dapprima significa “impastare” o “ammollare”, ma in senso figurato significa “angustiarsi”, soffrire logorando interiormente. Entrambe le parole risalgono dalla radice indoeuropea comune anche all’aggettivo latino macer, il cui significato è “scarno, afflitto, esile”. Quando pronunciamo “macerie”, evochiamo quindi la doppia natura del crollo: quello materiale delle pietre e delle pareti, e quello interno delle persone, consumate dalla sofferenza. Ma le macerie non sono soltanto ciò che giace a terra; sono anche la materia da cui si deve ripartire per una ricostruzione. Sono cumuli di significato, suolo fertile per la rinascita che affonda le sue radici nella consapevolezza. Attraverso la rappresentazione, il dolore si trasforma in memoria, la violenza in pensiero e la distruzione in creazione. Macerie cerca di dare un senso al sottile confine tra il dolore e la possibilità di trasformarlo in qualcosa di migliore, per andare oltre.

L’inaugurazione della mostra sarà il 10 marzo alle ore 18 in aula Pio XI, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, Milano.

Info: centro.pastorale-mi@unicatt.it

Instagram: @itinerari.arte